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Articolo
del dottor Pich
Ricordo
di don Giuseppe Pasquotto (Lugo 1871- Valdiporro 1962)
(Trascrizione
del biglietto-ricordo)
A ricordo
del caro Don Bepo, riportiamo il suo breve testamento spirituale e alcune
frasi del discorso che S. E. Mons. G. Carraro, Vescovo di Verona, pronunciò
ai funerali del compianto arciprete.

"Intendo di morire quale figlio della Chiesa Cattolica coll'aiuto
di Dio e della Madonna. Lascio la mia anima a Dio dal quale venni e spero
di ritornare. Domando a Dio perdono di tutti i miei peccati e confido
che me li voglia perdonare. Desidero che il mio corpo venga sepolto ove
avverrà la mia morte. Non voglio pompa alcuna, non voglio discorsi,
non fiori: e voglio un solo sacerdote per l'ufficiatura. Desidero che
venga data notizia della mia morte dopo la sepoltura. Desidero che tutto
sia fatto con la massima semplicità e la più grande dimenticanza.
A chi vorrà ricordarmi lo prego solo di raccomandarmi al Signore.
...L'armonio lo lascio alla Chiesa di Valdiporro. Il calice mio lo dono
ai Missionari Combonani. Altro non possiedo.
Prego il Signore che mi voglia benedire.
Fto. D. GIUSEPPE PASQUOTTO
Valdiporro, 11.5.1956"
...Don Bepo, poiché cosi passerà alle generazioni future,
non ci sorriderà più col suo viso cosi largo e schietto.
Il sorriso della sua vita: 91 anni di età, quasi 75 di sacerdozio,
51 di vita parrocchiale a Valdiporro: sono cifre cospicue, che dicono
tutte una sola linea, diritta, continua, serena. Soprattutto: serena e
rasserenante.
Ed egli ha attuato, in questa linea, la parola dell'Ecclesiastico: "
In omni dato hilarem fac vultum tuum: in ogni dono rendi sempre giocondo
il tuo volto", ripetuta dall' Apostolo Paolo: " Hilarem datorem
ditigit Deus: il Signore ama colui che dona con giocondità ".
E D. Bepo ha fatto della sua vita tutto un dono giocondo. Dono giocondo
a Dio nella risposta alla Sua chiamata, nella fedeltà nei suoi
rapporti col Signore, nella pietà. Dono giocondo nella scuola,
nell'insegnamento. Don Bepo è stato anche maestro e curato per
13 anni al Alcenago.
Dono giocondo nel ministero delle anime, nella sua vita di Pastore: questo
interessarsi di tutti e di tutto, nel condividere le vostre ambascie,
le vostre preoccupazioni, le vostre gioie.
Dono giocondo nelle amicizie, con sacerdoti, con altre persone laiche,
ma sempre dirette a fine di bene e sempre rallegrate da una donazione
di letizia, che apriva il cuore, che confortava, che sosteneva, che aiutava.
Così, come un donatore lieto, noi lo ricorderemo.. Lo ricorderete
voi, cari figli di Valdiporro, per la sua tenerezza. Lo ricorderanno i
suoi confratelli, specialmente la famiglia di D. Mazza, che era legata
a lui fin dalla sua giovinezza. Tutti i sacerdoti, che capitavano in casa
di D. Bepo sapevano di trovare, sempre, porta aperta e accoglienza festosa.
Lo ricorderemo, quanti lo abbiamo amato, stimato, quanti abbiamo goduto
del suo lieto dono. E il nostro ricordo diventerà preghiera. ...Ed
Egli dal Cielo, siccome tutti i vincoli, che abbiamo contratto qui in
terra, e che sono legittimi, puri e santi, non si disperdono con la morte,
ma vengono rinsaldati, Egli dal Cielo, Don Bepo, ci sorriderà ancora
e ci intercederà doni e favori di serenità e di pace.
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